Sei arrivato in Veneto. La Valbelluna si stende sotto ai tuoi piedi, o meglio: sotto le tue ruote. Due ruote, per la precisione.

Il Passo San Boldo in moto è un percorso che mette in comunicazione la Valmaremo (in provincia di Treviso) con la Valbelluna, appunto (in provincia di Belluno), è proprio lì di fronte a te, uno dei valichi più belli in Italia e nel mondo.

Alcune fonti storiche tramandano che il nome di Passo San Boldo derivi da una contrazione linguistica di Passo Sant’Ippolito, padre della Chiesa e primo antipapa della storia cristiana e può vantare una costruzione a tempi di record.

Questa strada, infatti, completata in meno di tre mesi (la Strada dei Cento Giorni), con lo scavo e la messa in funzione di cinque gallerie nel 1918, si trovava al confine tra i territori italiani e austriaci nei difficili anni della Prima Guerra Mondiale, punto strategico per entrambi gli eserciti che se lo sono a lungo combattuto.

La Strada dei 100 Giorni

Ci costa ammettere che fu il genio di Vienna a terminare l’opera, ritenendo quelle poche centinaia di metri, fra un totale di 18 tornati e gallerie, troppo importante per essere abbandonata a metà.

Belluno e Treviso: due province e un Passo. Il San Boldo

Belluno è la terra delle Dolomiti patrimonio UNESCO, dove sorgono le Tre Cime di Lavaredo, il Pelmo e la Marmolada, la provincia veneta più a nord della regione ed è un territorio ricco di tesori naturali, ma anche culturali e storici che lo rendono una meta turistica di tutto rispetto per i motociclisti, ma non solo.

La provincia di Treviso, invece, in veneto anch’essa, è detta anche Marca Trevigiana e, a nord, confina proprio con quella bellunese. È la 17ª provincia più popolata d’Italia ed è in gran parte pianeggiante, ma ha, lungo la fascia settentrionale alcuni rilievi collinari. Qui, il Passo di San Boldo.

In moto su una montagna che sa di collina

Il fascino del Passo San Boldo, però, corre ben oltre la sua onomastica e la sua storia. Questo percorso in moto non sarebbe lo stesso se il Passo non fosse perfettamente racchiuso a nord dalle vette delle Dolomiti e a sud dal Massiccio del Grappa.

Nel suo punto massimo, quando sali verso Vittorio Veneto, per poi deviare su Cison di Valmarino, la Strada dei Cento Giorni raggiunge i 706 metri sul livello del mare, nei suoi appena 15 chilometri di lunghezza: non molto alto per gli appassionati della montagna, anche se, come tutti i percorsi in quota, anche in questo non mancano curve e gallerie che si incontrano numerose sulla SP635, detta proprio del Passo di San Boldo.

Valdobbiadene

Poco conosciuto e frequentato, perché percorso non primario, quello del San Boldo in moto, per la sua caratteristica rapida e serrata alternanza di strada a visuale chiusa (con i tunnel stretti e bassi scavati nelle montagne bellunesi) e strada a visuale aperta; i tornanti regalano prospettive incredibili e suggestivi.

Dopo il restauro, più sicuro per tutti e pieno di attrattive

Nonostante la sua particolarità a livello di ingegneria civile (o forse, proprio a causa di quella), il Passo San Boldo è stato considerato per anni dagli addetti ai lavori come un percorso pericoloso e ricco di insidie perché piccolo, stretto, ripido e dove è facile incappare in asfalto bagnato e nebbia a banchi.

Recentemente ristrutturato, però, è stato messo in sicurezza dalla Regione Veneto che ha deciso di adottare, ad esempio, un senso di marcia alternato e regolato da dei semafori su tutta la tratta che da Eraclea sale sulle Prealpi; molto bello anche l’asfalto, silenzioso e in armonia col paesaggio, soprattutto scivolando verso Mel: attenzione però, perché il codice della strada è sempre da rispettare, anche per evitare i numerosi Velox.

La zona, per altro, è semplice da raggiungere e si inserisce in un contesto ricco di servizi e attrazioni per motociclisti: una fra tutte, la Valdobbiadene con la sua splendida strada del Prosecco.

Impossibile, qui, non pensare di smontare dalla sella e gustarsi un bicchiere di Prosecco abbinato a uno dei piatti tipici della squisita cucina veneta.

Brent de Art

Molto suggestivo, però, è anche il più famoso canyon del Veneto; insolito e spettacolare, il percorso naturalistico del Brent de Art si trova a pochi chilometri da Passo San Boldo, nel paesino di Sant’Antonio in Tortal. Qui potrai parcheggiare la tua moto e scendere a piedi fino al fiume per qualche scatto suggestivo perché il Piave lo merita sempre.

Il Fiume Sacro alla Patria, infatti, all’altezza di Castellavazzo sbuca nell’ampia Valbelluna e, subito dopo, riceve acqua dai torrenti Vajont e Maè.

In seguito; a Ponte nelle Alpi piega in direzione sud-ovest e attraversa Belluno e Mel, dove si alimenta delle copiose acque del Cordevole. Non lontana, lungo la stupenda SR25, dopo aver citato il torrente, non possiamo non nominare anche la valle del Vajont: meta obbligata per un omaggio alla sua tristemente celebre diga oggi in disuso.

Itinerari Moto Passo San Boldo

Ora che hai le informazioni necessarie, ti riassumo in una cartina di Goooooogle maps gli itinerari da fare in moto per il Passo San Boldo, con evidenziati i luoghi di cui abbiamo parlato fino adesso.

Non ti resta che salire sulla tua moto e partire per il Passo San Boldo!

Buon divertimento!

Riccardo

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Sono un appassionato di viaggi in moto, d'inverno mi piace scendere per le piste con il mio snowboard e fin dall'infanzia sono un fanatico del web. Ah, dimenticavo: polenta e salsiccia mi accompagnano durante tutto l'anno ;)

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