Cagiva Elefant 750 è un modello che ha riscosso un buon successo di pubblico, soprattutto a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta.

Stiamo parlando di una motocicletta concepita con l’obiettivo di garantire il massimo delle prestazioni e della sicurezza su tutti i terreni, con la chance di vivere un’esperienza davvero esaltante a bordo di un mezzo motoristico a due ruote di affidamento. Scopriamo insieme i segreti principali di un modello che ha fatto la storia nel suo settore e continua a farla.

Scheda Tecnica Cagiva Elefant 750

Ora ti mostriamo alcuni dei dati tecnici più interessanti di Cagiva Elefant 750. La sua lunghezza è di 2,20 metri, con una larghezza di 91 centimetri e un’altezza minima della sella da terra pari a 83 centimetri. Il peso complessivo del prodotto è di 188 chilogrammi.

Come già accennato in precedenza, il motore è un bicilindrico a quattro tempo con cilindri a V, posti in maniera longitudinale e con un’inclinazione di 90 gradi. La temperatura viene gestita tramite un sistema di raffreddamento ad aria. La moto può essere avviata sia a pedale che con sistema elettrico e dispone di un cambio meccanico a cinque marce.

Scheda Tecnica
Marca Cagiva
Modello Elefant 750
Cilindrata 748 cc
Cilindri 2
Serbatoio 22 lt
Consumi 19 km/lt
Peso 188 kg
Potenza 60 cv
Dim. Ruote 19 ant. / 17 post.
Produzione 1994 – 1997
Prezzo Nuova Fuori produzione
Prezzo Usata da € 2.900

La storia di una motocicletta perfetta per ogni terreno

Le origini della Cagiva Elefant partono da abbastanza lontano.

La moto è stata infatti messa in vendita in numerose cilindrate differenti e fin dall’inizio è entrata nell’immaginario collettivo degli appassionati del periodo grazie ad un rapporto ideale tra funzionalità ed eleganza.

Elefant 125 è stato il primo esemplare in assoluto della gamma e risale al 1984. Insieme alla 350, è poi arrivato il momento della fatidica 750. Quest’ultima ha preso parte a diverse edizioni della Dakar, uno dei rally considerati tra i più pericolosi a livello mondiale. E già questo lascia immaginare quanto questo esemplare sia in grado di fornire prove più che convincenti su tutti i terreni, comprese le rischiose dune dell’Africa Sahariana.

Cagiva Elefant 750 Dakar

Non a caso, Cagiva Elefant 750 e tutti gli altri modelli affini sono definiti come biciclette da deserto-stradale, capaci di fornire ottime prestazioni sia sull’asfalto classico che su ghiaia, sabbia e anche fango. La prima versione in vendita è stata diffusa tra il 1987 e il 1990, con il ritorno datato tra il 1994 e il 1997.

Con tali prerogative, il divertimento è assicurato.

Le principali soluzioni stilistiche e meccaniche della Cagiva Elefant 750

Fin dal suo avvento nel listino del nuovo, Cagiva Elefant 750 ha sempre puntato su soluzioni molto all’avanguardia dal punto di vista sia stilistico che meccanico.

Prima di tutto, tanti motociclisti sono stati colpiti fin da subito da una linea molto innovativa, specie se si pensa che la moto è apparsa in commercio dalla seconda metà degli anni Ottanta. Una struttura molto filante, impreziosita anche da una lunga serie di pezzi di ricambio dall’alto pregio anche sotto l’aspetto economico.

Fornita di un motore a quattro tempo, la moto si fa notare anche per un propulsore in grado di occupare molto spazio, con carburatori separati di grosso calibro. La frizione idraulica a secco fa in modo che l’assorbimento energetico sia ridotto ai minimi termini e che Elefant 750 mantenga sempre la piena efficacia in tutte le condizioni.

Le prestazioni e i consumi della motocicletta da deserto

Ma per quali motivi dovresti acquistare Cagiva Elefant 750 a discapito di un altro esemplare, magari anche più recente?

Uno dei fiori all’occhiello è costituito dalle ottime prestazioni, abbinate a consumi molto limitati.

Il motore da 748 cc, a quattro tempi e due cilindri nasconde una lunga serie di sorprese interessanti per tutti i puristi. Fin dall’inizio della prova su strada si nota la sua potenza di ben 60 cavalli. Nelle fasi iniziali, il propulsore emette un rombo molto contenuto. Non appena si spinge, le cose cambiano e si sente un vero e proprio ruggito, che mette in evidenza tutta la grinta di questa moto.

Cagiva Elefant 750 1989

Dati sorprendenti per un modello concepito per andare meglio su sabbia che su asfalto. Anche la frenata non è niente male, così come la frizione riesce a fare il suo lavoro in maniera adeguata. Il cambio a cinque marce è abbastanza rumoroso, ma questo sembra un aspetto abbastanza comprensibile. Infine, bisogna sottolineare i consumi contenuti in tutte le condizioni, con l’opportunità di divertirsi con questa motocicletta senza grossi rischi di restare a piedi da un momento all’altro.

Di sicuro, ti puoi divertire molto con questo esemplare tutto italiano.

Pregi e difetti di Cagiva Elefant 750

Per quali motivi dovresti acquistare Cagiva Elefant 750?

E per quale altre cause sarebbe meglio farne a meno?

Tra i pregi di questo enduro stradale segnaliamo sicuramente il comfort e la sicurezza garantiti su tutti i terreni. Che si vada su asfalto, su sabbia e su ghiaia, si può viaggiare all’insegna della massima tranquillità. D’altronde, da una motocicletta che ha preso parte a numerose edizioni di un rally estremo come la Dakar non ci si poteva aspettare altro.

Molto bene anche il rapporto tra prestazioni e consumi.

Tra i lati negativi, segnaliamo il rischio piuttosto concreto di avere a che fare con pezzi di ricambio usurati e la mancanza di diversi dispositivi molto utili, come ad esempio l’ABS (a seconda dell’utilizzatore può non essere  visto come difetto). Nel complesso, le opportunità per divertirsi insieme a questa gustosa moto non mancano assolutamente.

Gli accessori più interessanti della motocicletta

Cagiva Elefant 750 ha fatto sognare un gran numero di motociclisti anche grazie alla possibile implementazione di accessori molto interessanti. Dal punto di vista estetico, il primo aspetto che si nota è il parafango ribassato, adattamento di una moto da enduro ad una destinazione puramente stradale. Anche l’introduzione successiva del doppio faro ha reso il tutto più accattivante. Aggiungiamo una coppia di freni a disco in corrispondenza dell’anteriore e del posteriore, dalle rispettive dimensioni di 296 e 240 millimetri.

Da segnalare un innovativo forcellone in alluminio e un manubrio da vero modello sportivo.

Nel complesso, i motivi per divertirti sono davvero parecchi.

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Sono un appassionato di viaggi in moto, d'inverno mi piace scendere per le piste con il mio snowboard e fin dall'infanzia sono un fanatico del web. Ah, dimenticavo: polenta e salsiccia mi accompagnano durante tutto l'anno ;)

1 commento

  1. Sono un felice possessore di elefant 750 AC. una moto totale, sulla sabbia l’avantreno è un’aratro scorre dritta come una locomotiva, moto molto intuitiva una volta impostata la guida non tradisce mai. 35,000 km in 3 anni fra nord africa, balcani grecia e turchia, compagna fedele e instancabile. In 3 anni l’unico problema riscontrato il fusibile dell’alternatore. Attualemento 85,000 km sui pistoni e non consuma una goccia d’olio, non male per un pompone del 1995.
    Saluti
    Tetakawi

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